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Fuoco, farina e mare, serata incandescente al Tibidabo

fuoco farina e mare
Lunedì sera il Tibidabo di Miliscola è stato l’elegante palcoscenico di un evento memorabile: fuoco, farina e mare. Ed in effetti questi elementi ci sono stati tutti e insieme, unendosi, hanno dato vita ad un mix di sapori visioni e suggestioni davvero particolare. Quattro maestri pizzaioli si sono sfidati, ciascuno con la propria farina e benché le sfide siano sfide, è stata decisamente una festa.
A colpi di pala e pomodoro, di basilico e zafferano, di olio e ricotta ognuno ha proposto un proprio cavallo di battaglia. Rosario Mattera direttore di Malazè assieme alla giornalista Laura Gambacorta sono stati i registi, attenti e concentrati di questa serata davvero perfetta. Regina della serata è stata la farina, in ogni sua forma, origine ed estrazione. Come ci racconta Ciro Coccia, mente e braccio di questo evento, la pizza è speciale sempre, se fatta con le farine giuste. Lui essendo un tradizionalista, utilizza nei suoi impasti la 00 e la 0, lasciando ad altri intrecci, miscele e consistenze differenti. Con il suo staff de La dea bendata, offre nel suo corner arancini allo zafferano con crema di peperoni (spettacolari non ricordo il numero esatto di quelli che ho mangiato) pizza con fiordilatte, zucchine alla julienne e formaggio all’aglio e prezzemolo (una conferma assoluta). Ribatte alla tradizione l’estroso (meravigliosi i suoi pantaloni) Salvatore Santucci di Ammaccam, che porta un suo blend personale, il Triticuma, che dà origine a una pizza rustica, aggressiva e dal sapore e dalla consistenza ottima. Farà per noi la montanara con pomodorini del piennolo del Vesuvio e appunto la Triticuma con provola, pomodorino del piennolo del Vesuvio e pepe. Ne finisci un pezzo e ne vuoi subito un altro. Federico Guardascione de Il colmo del pizzaiolo, non teme i rivali e propone una pizza particolarissima: pizza con orata (non storcete il naso perché merita un 10 e lode) e dalla sua friggitoria escono calde pepite di tonno. Il padrone di casa, Emiliano Esposito, pizzaiolo del Tibidabo restaurant on the beach, sorprende con la sua pizza in teglia decisamente notevole e stende con un calzoncino fritto con provola ricotta e limone (spettacolare).
Francesca Pace foodblogger
E una volta saggiate tutte le pizze, il viaggio di fuoco, farina e mare prosegue con la degustazione dei gorgonzola di Scamardella, i pomodorini di Bucce di pomodoro, i mini hamurger di Dublin Experience, le crocchette di sgombro e melanzane della Locanda del Testardo. Gran finale con lo scarpariello fumante, cotto al momento in una gigante “tiella” e le graffette di Villa Sabella. A placare la sete ci ha pensato  Menabrea con le sue birre, i vini di Di Criscio e i liquori Antica Distilleria Petrone. Serata perfetta davvero, che è stata allietata dal dj Frank Scotto che ha proposto musica ’80, e dalla bravissima mangiafuoco.

Bene, bravi, bis!

 

 

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