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Da Paisà, tra mare e terra

francesca

C’è un posto nel cuore del Cilento, ad Agnone per la precisione, dove una semplice cena diventa l’occasione per scoprire cosa significa mangiare prodotti genuini a km 0. SI chiama Paisà, io ci sono stata e adesso vi racconto la mia esperienza.

In questi giorni di gran caldo dove Lucifero ha dato il meglio di sé vestirsi per andare a cena non è proprio l’ideale. Ma di questo posto mi hanno parlato un gran bene e si sa, sono molto curiosa. Le curve dolci che mi separano da Agnone mi fanno ancor di più apprezzare l’uscita, costa selvaggia che cade a picco su calette e spiagge sono davvero un bel panorama di cui godere. Il posto che mi aspetta è il classico paesino di mare, mura bianche e porticciolo pieno di barche. Su via Marina Nuova, al numero 72 c’è appunto il Ristorante Paisà. Tutti i tavolini sono vista mare, e quindi ho solo  l’imbarazzo della scelta. Come al solito decido di assaggiare ciò che i proprietari del locale vogliono propormi, in quanto già so che saranno di certo i loro cavalli di battaglia e sicuramente non resterò delusa.

La cena da Paisà è un viaggio nei sapori di questa terra e di questo mare da non perdere.

Ad aprire le danze per il  mio palato è un eccezionale sautè di cozze e cannolicchi che con mia enorme sorpresa viene cucinato con cipolla dolce che esalta il gusto dei mitili. Segue un ottimo spaghetto alla bottarga di tonno, che mi dirà xy viene fatta proprio da loro con tonni assolutamente locali. Piatto intenso, ma che non dispiacerà anche a chi non ama i sapori forti e prepotenti. Mi viene proposto un altro primo che di certo mi stuzzica: tris di risotti freddi. Altre alla particolarità dell’impatto cromatico dei tre, ciò che mi colpisce all’assaggio è l’olio. Capisco subito che si tratta di un extravergine di oliva di altissima qualità,  ed infatti chiedendo di visionare la bottiglia ho la conferma che si tratti di un fiore all’occhiello tra gli extravergine cilentani.

   

Finito l’assaggio dei primi mi vengono serviti dei secondi davvero particolari che mi conquistano al primo assaggio: zuppa di fagioli di Controne con alici e scarole, e alici imbottite al sugo, che può sembrare una scelta azzardata ma non lo è affatto. Facendo quattro chiacchiere con la responsabile che ben mi trasmette tutto l’amore per il suo lavoro, mi racconta che il Paisà è stato rilevato dai fratelli Tarallo che si spalleggiano in cucina nel Luglio del 2006 ma che si tratta di un vecchio ristorante, aperto settantuno anni fa dai loro nonni. Il nome Paisà è ispirato sia dal film di Rossellini ma riprende anche il modo che hanno i compaesani di salutarsi. Questa realtà si impegna a valorizzare i prodotti del territorio, utilizzando esclusivamente il pescato che arriva al porto giorno per giorno, e anche se una cosa c’è sul menù ma quel giorno non si è potuta pescare, si risponde che non c’è, piuttosto che avere e dare merce surgelata. Che poi mi confessa che non hanno in cucina né friggitrici ne surgelati, proprio perché le pietanze devono essere fatte proprio come si faceva un tempo e l’olio deve essere cambiato ad ogni frittura per dare il meglio ai propri ospiti. Gli ingredienti usati sono ovviamente tutti locali, la maggior parte a km 0 e derivanti dal presidio Slow food e questa notizia non mi lascia stupita per niente. Il mio liquore ai fichi cilentani è finito, è tempo per me di andare ma con la promessa che tornerò presto!

Se siete in questi giorni nel Cilento, vi consiglio assolutamente di prenotare!

QUI tutte le info.

 

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