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E i pomodori dissero “musica, maestro”

Musica Vessicchio

Sapete che per far crescere bene le piante non serve solo aver un gran pollice verde? Eh no, miei cari da oggi vi conviene imparare a suonare buona musica, magari Mozart! È quello che ho scoperto ieri alla seconda edizione del “Pomodoro San Marzano Day” evento voluto fortemente dalla DANIcop, cooperativa che vive dell’oro rosso campano,  che si sforza di proteggere questo prodotto tra l’altro tra i più contraffatti al mondo proprio come ci tiene a spiegarci Eduardo Ruggiero. Siamo a Sarno, fa un caldo incredibile, ma nulla può alterare il mio entusiasmo.

Alla presenza di nomi di eccellenza come il Maestro Beppe Vessicchio, Gino Sorbillo e suo fratello Toto, il sindaco di Sarno Giuseppe Carfora, Ciro Giustiniano, capitanati da una impeccabile Laura Gambacorta, assisto ad una piacevolissima conferenza stampa. Ed è qui che il celebre Maestro spiega la sinergia tra la crescita dei pomodori e la musica. Non classica, non tutta, ma nel suo libro viene appunto spiegata la sinergia che esiste ed è reale tra la musica di Mozart o Penny lane ad esempio e la vitalità delle piante di pomodoro. La musica, si sa, è fatta di armonie, di ritmo, di vibrazioni ed è grazie proprio a queste vibrazioni non visibili all’occhio umano, ma percepite dalle piante che si ha una maggiore crescita delle stesse.

Basti pensare che gli antichi agricoltori cantavano nei campi e molte canzoni antiche sono legate proprio ai contadini che trascorrevano le giornate a coltivare. Il Maestro ci svela infine il suo sogno, quello di aiutare i contadini nella loro impresa e rendere magari meno pesante il loro pregiato lavoro. Anche perché proprio come dice Darwin, è nato prima il canto e poi la parola. Il microfono passa al sindaco, che ci tiene a sottolineare quanto sia importante la collaborazione dell’intero parse che ha sul suo suolo un bene prezioso che solo quando si è corso il rischio di perdere ci si è resi conto di quanto sia davvero importante.

L’intervento del comico Giustiniano è la ciliegina sulla torta, lui nato e cresciuto in questo paese, ha una battuta per tutti e solo per il mio adorato Vesuvio parole amorevoli. Perché se alcuni in Italia inneggiano alla sua potenza, noi campani non possiamo che ringraziarlo per ciò che grazie alla sua presenza ingonbrante regala a questa terra. E non poteva mancare la parola di Gino Sorbillo che si definisce ultimo anello di una catena preziosa dicendo infatti che se non si sostengono i contadini che lavorano nei campi e impossibile che il prodotto finito sia eccellente ed è per questo che bisogna formare ed educare i nuovi pizzaioli che sempre devono mirare a lavorare con prodotti campani di qualità.
E finita la conferenza ci aspetta una festa meravigliosa, nei “Giardini del Pomodoro San Marzano DOP” in Contrada Faricella, dove oltre trenta personaggi di spicco del settore enogastronomico, chef, pizzaioli, pasticcieri e gelatieri hanno dato vita ad una carrellata di piatti incredibili: dal twist di Blody Mary al Pomodoro San Marzano, a notevoli quantità di pizze al forno e fritte, passando per la pasta, panini, polpette affumicate, finendo in dolcezza con gelati, granite grattate e dolci dalle rosse tonalità ovviamente. Ma credetemi, nessun personaggio famoso, nessun vip (tra l’altro tutti intervenuti in maniera spontanea e gratuita) possono reggere il confronto con i contadini, i veri eroi. Stringere le loro mani, guardarli negli occhi, ascoltare le loro storie è per me stato il momento più alto dell’evento.

Oggi per loro è un giorno di festa, è il primo giorno di raccolto che durerà fino agli inizi di settembre. La cosa che più mi ha colpita è stata proprio quella di camminare nei campi, scorgere contadini tra le piantagioni, curvi, chini, intenti nel loro lavoro, mi ha emozionata, stupita e commossa.

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